Experience

Road to Paris-Roubaix

La Regina delle Classiche, forse la più celebre tra le cinque corse in linea “Monumento”, la Parigi-Roubaix risplende di un’aura di autenticità che la rende unica.

La gara si identifica nell’immaginario collettivo per il suo temuto pavé, 52 km nei quali i ciclisti si sfidano confrontandosi su vari tratti, tra cui Orchies, Carrefour de l’Arbre o la sconvolgente linea stretta della Trouée de l’Arenberg. L’arrivo nel famoso velodromo di Roubaix è un sogno per tutti i ciclisti che prendono parte a questo vero “inferno del nord” dove si consumano fatiche e grandi speranze; le docce al suo interno, con le targhette dorate a ricordare le imprese dei più forti, sono poi il culmine di un’esperienza che regala emozioni da incorniciare.

Partecipare a questa gara è per ogni ciclista, professionista o amatoriale che sia, una sfida che nutre ambizioni e aspettative, una fonte di ispirazione per raggiungere traguardi e grandi soddisfazioni.

Pur non essendo alla ricerca di record, primati o exploit da manuale, vogliamo un po’ tutti raggiungere la luna – figurata ovviamente – inguaribili sognatori alla William Blake che non si fermano davanti alle avversità, ma inseguono i loro sogni. E se non proprio diretti sulla luna in quanto tale, in questo nuovo viaggio siamo andati alla ricerca della luce: da Firenze a Parigi in bici, la Ville Lumière appunto, per partecipare alla Parigi-Roubaix.

Anche questa volta abbiamo lasciato a casa ambizioni e competitività: ci siamo goduti il viaggio, assaporando le mille peripezie, accettando gli imprevisti e stringendo i denti nei momenti più duri.

Affiancati da un team ormai affiatato, il viaggio all’insegna delle emozioni e iniziato ancora prima di partire. Francesca Mavilla di ArteCiclo  è la nostra amica artista, artefice di vere opere d’arte, un progetto dove le nostre biciclette, con i telai realizzati a mano, raccontano chi siamo: non solo compagne di avventure, ma con le tappe delle nostre vite, prima di avviare quel sogno che è Rolling Dreamers, disegnate sul tubo “piantone” – il tubo verticale che collega il movimento centrale con il canotto reggisella – , accompagnate dagli esordi di RD sul tubo obliquo, che collega la serie sterzo al movimento centrale. La vita di tutti noi è scandita da incontri, avvenimenti e traguardi: quanti possono avere la fortuna di vederli rappresentati sulla bicicletta? Un sogno nel sogno. Non aveva detto Kandinsky che ”L’artista è la mano che con questo o quel tasto porta l’anima a vibrare”? E di vibrazioni – sia poetiche che reali –  si può di certo parlare per questo nostro percorso verso la Monumento per antonomasia.

È sempre Firenze, la culla del Rinascimento, a salutarci e scaldarci il cuore, l’affetto di amici e parenti ad augurarci solo il meglio: quante storie racchiuse in una semplice scatto, un sorriso, un incoraggiamento. Il David ci osserva da lontano, un saluto al dolce panorama e si parte per un’avventura lunga 1400 chilometri.

Mentre pedaliamo, timori e pensieri si allontanano. La bicicletta offre un senso di libertà sopraffina, sentimenti che ci accompagnano e regalano immensa gioia.  Questa, però, non sarà una semplice gita fuoriporta. Oltre alle fatiche di otto tappe, percorrendo anche impegnativi passi alpini, ogni tanto la mente corre al famoso A Sunday in Hell, il film del 1976 che narra la storia della massacrante Parigi-Roubaix.

Diciamo sempre che “quella della bici è l’unica catena che rende liberi”: ne siamo profondamente convinti.

Ma non ci lasciamo intimorire e andiamo avanti, ansiosi di attingere alla tavolozza di emozioni che si disegnano viaggiando su una due ruote. Attraversiamo l’Italia diretti al nord passando per gli Appennini per giungere a Parma. Lungo il percorso ritroviamo amici ai quali raccontiamo con entusiasmo cosa ci ha spinti a continuare con i nostri sogni. Sulla scia dell’eccitante viaggio a Barcellona, dedicarsi a un altro sogno è stato quasi un gesto naturale, una continuazione logica dei nostri desideri.

Come accade in molti sport, nel ciclismo ottieni ben poco senza un ottimo lavoro di squadra: il nostro era – ed è tuttora  – un team molto affiatato. All’epoca il nostro driver, Luca è ora Head Coach di Rolling Dreamers e senza i suoi consigli non andremmo lontano. E poi il nostro fotografo Matteo, che passava ore e ore  – anche fuori dal finestrino – a cercare l’inquadratura perfetta, Gaetano il nostro osteopata e soigneur, un mago con le mani e figura immancabile per ogni ciclista, Alessandro, addetto stampa e autista, tutti uniti dalla voglia di condividere, gustare e assaporare ogni attimo di un’esperienza straordinaria.

Dobbiamo ammettere che in questo viaggio la vera fatica non è mancata. Dopo le bellezze del Lago Maggiore e la dolcezza delle colline piemontesi, pedalando con alcuni amici, al passo del Monginevro abbiamo dovuto stringere i denti. Molti dicono che il freddo sia solo una questione mentale e la fatica una “forma di meditazione” che ci fa andare al di là del momento che stiamo vivendo, quasi allontanando sensazioni fastidiose.

In bicicletta le intemperie si intensificano, con il vento feroce che aggredisce ogni parte del tuo corpo, rendendo le pedalate pesanti, ma noi amiamo la fatica e, anche sotto la neve e la pioggia, da Avigliana a Briançon, abbiamo accolto questi sforzi per portare avanti il nostro sogno. La bicicletta, questo sport favoloso, insegna anche a convivere con situazioni “scomode” e ad accogliere ogni imprevisto con forza e tenacia.

Siamo ormai in terra francese e pedaliamo tranquilli lungo la sterminata campagna, lo sguardo che si perde all’orizzonte.

Da Pont d’Ain a Saulieu nella Côte d’Or, terra di vasti vigneti, fino a Sens, che vede in Saint Etienne la prima cattedrale gotica francese. Iniziamo a respirare l’aria così particolare del nord della Francia, le case bianche a graticcio, numerose abbazie decorate e incantevoli campi in fiore ci accompagnano fino alla capitale.

Romantica, elegante, raffinata e sempre affascinante, Parigi è la “festa” di Hemingway e l’”oceano” di Balzac.

Pedalare lungo la Senna, i mercatini della Rive Gauche, Notre Dame sullo sfondo,  l’avveniristica piramide di Pei al Louvre, e poi arrivare sotto alla Tour Eiffel in bici, una vera magia. Una gioia infinita che fatichiamo a contenere: dopo otto giorni di pedalate eccoci sorridenti e pronti ad affrontare la gara più attesa – forse temuta – che fa volare le ali della fantasia.

Non siamo venuti fin qui solo per partecipare alla Parigi-Roubaix, ma per viverla. Il pubblico francese si scatena in feste e celebrazioni, un entusiasmo contagioso per celebrare una cultura sportiva ammirevole. Avranno solo qualche secondo per vedere sfrecciare i corridori professionisti, eppure è tutta una gioia, con spettatori presi da una frenesia che durerà parecchi giorni. E così ci sentiamo anche noi: l’entusiasmo è tale che vogliamo coinvolgere chi ci sta accanto e in un certo senso far viaggiare le persone con noi: anche questo è lo spirito dei Rolling Dreamers.

Alla fine, com’era il tanto temuto pavé? Decisamente impegnativo: l’approccio migliore è quello di assecondare un terreno così inospitale e dimenticare la fatica. O almeno provarci. Una volta giunti al Velodromo, con amici che ci avevano raggiunti solo per partecipare alla granfondo amatoriale,  persino la terribile foresta di Arenberg, senza vie di fuga, sembrava ormai un ricordo già lontano.

E di certo conserviamo davvero molti ricordi di questa esperienza, istantanee di attimi scolpiti nell’anima, un bagaglio di emozioni, dalla fatica fino all’euforia.

Ripensando a questa avventura, riguardando le molte immagini che illustrano la storia del nostro sogno, una cosa non manca mai: i sorrisi infiniti. Quelli che ritroviamo anche nelle persone che ci stanno accanto.

Riuscire a portare a termine un altro progetto è stato gratificante e la molla che ci ha spinti a creare una nuova divisione del progetto Rolling Dreamers, RD Athletics, dove prepariamo atleti e amatori agli sport di endurance, o chi semplicemente vuole sfidare i propri limiti, regalando appunto un sorriso.

E proprio come noi, chiunque può abbracciare l’idea di un sogno e portarla avanti, credendoci fermamente, fino a raggiungere un obiettivo preciso.

RD Athletics propone servizi di allenamento mirati, personalizzati e calibrati su misura: ogni sogno sportivo può essere raggiunto con programmi specifici organizzati da un team di professionisti e la giusta dose di perseveranza e umiltà.  Senza dimenticare il divertimento. Una vera scuola di vita per mente e cuore, aperta a tutti.

Un sogno dopo l’altro, dove ci porteranno le nostre strade?